L’Alta Via dei Monti Liguri-AVML

Percorso trekking molto lungo che attraversa tutto l’arco Appenninico ligure, seguendone grossomodo lo spartiacque da Ventimiglia (SV) a Ceparana (SP) in 440 km e 44 tappe della lunghezza media di 10 km. La provincia della spezia è interessata dal percorso per circa 95,5 km con le 10 tappe finali.

In provincia della Spezia il percorso di crinale coincide con un importante tracciato di età Medioevale conosciuto come “Via Regia”. Questa importante direttrice metteva in comunicazione Toscana, Emilia e Liguria , assicurando rapide e sicure comunicazioni tra i tre territori.

E’ possibile organizzare escursioni giornaliere ad anello utilizzando i percorsi trasversali, oppure trekking di più giorni appoggiandosi alle strutture convenzionate (rifugi, bivachi, agriturismi):

Posto Tappa “Antonio Devoto” località Passo del Bocco, comune di Mezzanego (tappe n. 3435).
– Posto Tappa “
Colla dei Faggi” località Colla Craiolo, comune di Varese Ligure (tappe n. 3536).
– Posto Tappa “
Ranch Camillo”, località Passo di Cento Croci, comune di Varese Ligure (tappe n. 3637).
– Posto Tappa “
La Debbia”, località La Debbia, comune di Rocchetta di Vara (tappa n. 40).
– Posto Tappa “
Monte Alpicella”, località Passo Alpicella, comune di Calice al Cornoviglio (tappe n. 4142).

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Escursioni sulla Via Francigena

Il celebre percorso medioevale descritto nel diario personale di Sigerico, Arcivescovo di Canterbury, nel corso del suo pellegrinaggio. La Via Francigena ha conosciuto una nuova vita nel Duemila, grazie alle iniziative  del Giubileo. La VF qui in Lunigiana presenta alcune varianti e percorsi alternativi ai quali il pellegrino si trovava di fronte potendo scegliere tra vie di terra o di mare a seconda delle sue disponibilità economiche e della sicurezza dei luoghi, spesso insidiati da bande di briganti.

Il pellegrino: attorno all’anno Mille, migliaia di persone si misero in cammino per intraprendere un viaggio di espiazione ai Luoghi Santi (Roma, luogo del martirio dei Santi Pietro e Paolo; Santiago de Compostela, dove l'apostolo San Giacomo era sepolto, Gerusalemme). I pellegrini, che spesso viaggiavano in gruppo, erano riconoscibili per avere con se il “bardone” ovvero il bastone da viaggio, legato al quale, sulla via del ritorno, il pellegrino collocava i simboli del luogo nel quale era stati: la conchiglia di San Giacomo per chi ritornava da Santiago , la chiave per chi si era recato a Roma ed infine la croce per coloro che facevano ritorno da Gerusalemme.

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Casella di testo: Nota1) L’antica via etrusca “La Littoranea” (o “Erculea”) e la “Strada Provinciale”
La prima parte dell’itinerario descritto, quello da Portovenere al M. Bardellone ricalca in molti dei suoi tratti, antichi percorsi.
Nella prima Età del Ferro esisteva una strada detta “La Litoranea” (o “Erculea”) che metteva in comunicazione l’Etruria, Genova, la Provenza e la Spagna, attraversando a mezza costa il versante delle Cinque Terre. La strada partiva dalle Grazie fino a Sella Derbi per poi attraversare a mezza costa il versante a mare seguendo in parte il sent n° 1 fino a loc. Pitone, dove deviava a sinistra transitando nei pressi dell’attuale Casa Bertonati (o Castelletto). La via proseguiva a Tramonti, attraverso il Passo dei Banditi transitando da loc. il Chioso per poi raggiungere Fontana di Nozzano e continuava lungo il sent 4/b recentemente riaperto (2008) fino a Fossola. Da Fossola si arrivava nei pressi del Santuario di Montenero proseguendo poi lungo la più conosciuta Via dei Santuari fino alla Sella del Termine dove probabilmente si innestava la cosiddetta “Variante Etrusca” che saliva da Pignone, attraversando l’antica Ceula sopra Levanto. Da qui si raggiungeva Genova, la Provenza e la Spagna. (Vedi “Ceula-Storia di Levanto” di Angelo Terenzoni– Ed. Liguria-1977).
L’antica strada Litoranea fu poi “Romanizzata”  per poi conoscere un periodo di abbandono dopo la caduta dell’Impero. In epoca Medioevale fu costruita la “Strada Provinciale per Genova” che da Portovenere raggiungeva il capoluogo ligure; essa era larga circa due metri e ricalcava in gran parte la mitica via Littoranea. G. Spinato nelle sue guide racconta come “I vecchi del luogo, per memoria diretta o per sentito dire, concordano tutti nella sua esistenza e anche sul percorso e ne indicano perfino qualche breve tratto tuttora esistente”. Nel 2004 è stato riportato alla luce un tratto della “Via Provinciale” nel territorio di Tramonti di Campiglia grazie anche ad un contributo del Parco Nazionale e a volontari. Importante per la conoscenza e riscoperta di questa antica via l’interessamento di Luciano Bonati, giornalista, socio C.A.I. e instancabile camminatore nella nostra terra nonché autore di alcune guide locali sui nostri sentieri.

Escursioni sull’Alta Via del Golfo-AVG

Itinerario trekking percorribile in due giorni, l’AVG attraversa l’arco collinare del Golfo della Spezia da Bocca di Magra, nel Parco Regionale di Montemarcello-Magra, a Portovenere, nel Parco Regionale di Portovenere, seguendo crinali collinari o percorsi a mezzacosta individuati in modo da permettere di godere sempre di un panorama eccezionale.

L’itinerario sfrutta in parte i sentieri già esistenti ed è stato individuato in modo che permettesse di attraversare il maggior numero di borghi collinari, sfruttando il più possibile le vecchie “Vie Comunali” che rischiano spesso di essere dimenticate e cancellate da abusi. I comuni interessati al percorso sono sei (Portovenere, La Spezia, Vezzano Ligure, Arcola, Lerici, Ameglia)

La lunghezza lineare dell’AVG è di circa 44 km con un dislivello complessivo in salita di 1.800 m

Vedi anche “Nota 2”: Forti e batterie abbandonate

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Segnaletica sull’AV5T, M. Alpe

AVG, le antiche scalinate

I golfo e l’Appennino Settentrionale dall’AVG

La segnaletica ufficiale dell’ Alta

Via dei Monti Liguri

Alt(r)e Vie– Escursioni sull’ Alta Via dei Monti Liguri, Alta Via delle Cinque Terre, Alta Via del Golfo

Le alte vie descritte sono itinerari ideali per chi vuole allontanarsi dalle mete più conosciute e battute della riviera e riscoprire il fascino dell’entroterra su percorsi altamente panoramici.

Si attraversano ambienti naturali molto vari, passando dall’orizzonte mediterraneo fino ai pascoli montani, lungo itinerari che mettono in collegamento i diversi parchi naturali e S.I.C. (Siti di Interesse comunitario)

Per escursionisti curiosi...
Casella di testo: Gli itinerari delle alte vie
Alta Via dei Monti Liguri (AVML)
Alta Via delle Cinque Terre (AV5T)
Alta Via del Golfo (AVG)
La Via Francigena (VF)

L’Alta Via delle Cinque Terre-5T

 

L’AV5T è un itinerario trekking che unisce la riviera del Levante Ligure, il Parco Naturale Regionale di Portovenere e il Parco Nazionale delle Cinque Terre con l’Appennino Ligure, collegandosi con due altri importanti itinerari trekking: l’ AVML (Alta Via dei Monti Liguri) e il Sentiero Europeo E1. Il percorso è stato ideato dal C.A.I. e descritto nelle opere del compianto Giovanni Spinato.

Da Portovenere al Santuario di Soviore, di Monterosso, l’itinerario coincide con il sentiero di crinale n°1 che segue grossomodo lo spartiacque tra il Golfo della Spezia – Val di Vara a N-E e la costa delle Cinque Terre a S-W. La lunghezza del percorso in questo tratto è circa 28,5 km raggiungendo la quota maggiore nella Sella del Malpertuso con 770 m s.l.m.

Quindi l’itinerario prosegue con altre numerazioni sul crinale del M. Bardellone sopra la vallata di Levanto continuando verso il P.so del Bracco, Monte.S. Nicolao, Santuario di Velva, M. Alpe, P.so. Bocco di Bargone, M. Porcile e infine M. Prato Pinello dove si innesta con l’AVML. I punti di appoggio per pernottare lungo il percorso non sono molti (Santuario di Soviore, P.so Bracco, Santuario di Velva). Nel Comune di Maissana occorre allontanarsi dal tracciato principale per trovare alloggio e ristoro a C. Giandriale e Tavarone.

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Escursioni nella Liguria di Levante - Progettazione segnaletica sentieri e percorsi naturalistici

Casella di testo: Associato A.I.G.A.E.
Casella di testo: Nota2) Forti e batterie abbandonate: brevi deviazioni consentono di osservare i resti di imponenti fortificazioni ottocentesche di epoca cavouriana, posti nell’arco collinare a difesa del Golfo della Spezia e di quella che allora costituiva la più importante base navale militare della neonata Marina Militare dell’Italia Unita. 
I forti avevano un duplice ruolo di difesa da eventuali minacce dal mare ma anche da terra, considerando che non esisteva ancora l’aviazione. Con l’avvento della guerra aerea molti di queste strutture furono attrezzate con batterie antiaeree che funzionarono fino alla fine della Seconda Guerra. Ancora oggi è possibile osservare i resti dei cannoni, delle casermette e delle baracche, come ad esempio sulla cima del M. S. Croce. Una rete di strade militari collegava i forti tra loro e con la città, un patrimonio viario oggi utilizzabile per facili e suggestive escursioni. 
Davide Barcellone

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